Fra Le Braccia di Lucifero
La mia personale scoperta degli Amon Duul II avviene alla tenera età di 15 anni: durante l'adolescenza è facile rimanere affascinati da forti personalità e da impulsi innovativi. Gli Amon hanno saputo attrarmi con semplicità disarmante, sfondando una porta mentale tenuta aperta dall'ingenuità e dalla fame di novità.
La mia personale attrazione nei confronti degli anni sessanta ha trovato stimolo nell'ascolto in tenera età di gioielli quali il "pifferaio" dei Pink Floyd, il trittico degi Experience, il Disraeli dei Cream, la libertà assoluta di Zappa, la maschera da trota del CuordiBue: tutte queste influenze vengono rilette e reinterpretate dagli Amon Duul II nel loro primo album, un album ostico e oscuro, dal titolo irriverente, blasfemo ed eloquente: "Phallus Dei "
I Buoni, I Brutti e i Cattivi
Non c’è pezza, la strada per il successo è tutt’altro che lastricata e tirata a lucido. Ne sanno qualcosa gli Amon Duul II, gli scissionisti, i musicisti, quelli che, per intenderci, si ritrovano stanchi di condividere le (piccole) gioie e i (grandi) dolori della vita in “famiglia”.
Siamo in una delle solite comuni di fine sixties: non ci troviamo nella blasonata e rinomata San Francisco, ma nella fredda e decentrata Monaco di Baviera. L’allergia all’affitto e l’amore verso droghe e contestazione in genere, induce 12 e più sfigati (figli al seguiti, poveri bimbi, vorrei proprio conoscerli) a cercare case abbandonate in cui generare musica, scopare e pipparsi ganja in totale libertà e lontano da occhi di matusa incanutiti.
Peccato che il giochino si rompa ben presto: questi 12-15 membri della setta fancazzista degli Amon Duul si ritrovano a dover fare i conti con una polizia sempre più incavolata e con dei vicini di casa sempre più scocciati dal chiasso e dal fumo.
L’agitazione sociale è solo un pretesto per accantonare obblighi e deontologie, per sbandierare orgogliosi comunismi solo per calcare l’onda della contestazione, e per autogestire legalizzazioni di droghe e pornografia “libera”…un quadretto eccitante!
Passano i mesi, si scavalca il ’67, e la manifestazione di Essen porta nuova (maleodorante) linfa alla comune Bavarese…ma c’è chi si rompe i coglioni: Chris Karrer vede bene di distaccarsi dal nucleo, dopo una spedizione punitiva con rissa ricevuta dai coinquilini del piano di sotto…e dopo le botte dei poliziotti….e chi glielo faceva fare a Chris di prendere delle randellate per schiamazzo e atti osceni in luogo pubblico, lui che era sì un inkazzato rosso, ma aveva studiato chitarra jazz (e aveva formato gli Amon Duul 0 con il bassista Lothar Meid e il batterista Christian Burchard…con tutti sti numeri, fra un po giochiamo al lotto) e non aveva la benchè minima intenzione di farsi irretire da primitivi che sapevano solo fumare e scopare.
E così fu: dopo l’ennesimo litigio, i “duri e puri” troncano i rapporti con i “veri artisti” della crew. I primi (Amon Duul I), per dimostrare ai secondi (Amon Duul II) che anche loro sanno fare musica, si imbottiscono di amfetamine e si registrano 48 ore di musica libera: ne esce materiale per tre album, Psychedelic Underground (Metronome, 1969), riedito come This Is, Collapsing (Metronome, 1970) e Disaster (BASF, 1971). oltre al bootleg Experimente (bootleg? mah, scusa, gli altri due LP cosa sono, masterizzazioni in quadrifonia?).
Il primo album e` l'unico che il gruppo autorizza in quanto contiene le “jam tribali e caotiche che si ispirano al concetto di musica amatoriale teorizzato dal leader Ulrich Leopold”: non ci vuole grande teoria per partorire la stesura di “perle” come quelle contenute in tali album…la freakedelia scorre a fiumi, l’incompetenza musicale pure…e sti poveri bimbi, anch’essi accreditati nelle note di copertina degli LP sopra citati? Che trauma deve essere stato per loro passare 48 ore ad urlare e sbattere tamburelli davanti a genitori stonati e strafatti che provano a registrare qualsiasi cosa esca dal loro cervelletto fritto.
Dopo aver rovinato l’adolescenza e interrotto la crescita dei loro pargoli, sti baldi giovani riescono pure a trovare una casa discografica che pubblichi le loro malefatte (ode alla Metronome..che coraggio).
Un esempio: Psychedelic Underground, “il” delirio sonico; a dire il vero al primo ascolto, tutto è talmente straniante da creare un fascino distorto da cui l’ascoltatore è quasi rapito. Ma bastano pochi minuti e la sostanza svanisce. Rimane il rumore, comunque fondamentale complemento alla musica popolare moderna, agognata meta di virtuosi musicisti classici e di smaliziati agonisti del pentagramma. Voto: dal 3 all’8 a seconda dell’umore dell’ascoltatore.
Ma non è finita qui, i ragazzacci producono anche Paradieswarts Duul (Ohr, 1970), un album che, a detta di molti, sembra suonato da un altro complesso, tanto e` diverso il sound appunto "paradisiaco" dalle orge anarchiche degli altri album. Non l’ho ancora comprato, me regalo a Natale per sentirmi mentalmente parte della comune e per autoinfliggermi una punizione auricolare ed espiatoria, atta a lavare le impurità accumulate durante l’anno.
Mobbasta! Gli Amon Duul durano musicalmente il tempo di un weekend. Poi scende come nebbia l’oblio. Rimangono comunque fra le mani concreti esempi del fare musica a tutti i costi, dell’espletare la propria Krautudine sotto forma di proto-coomposizioni low fi, del vomitare quell’urgenza creativa comune a molte realtà musicali Tedesche degli anni a venire. Nel bene e nel male, veri e prori antesignani del Krautrock: Prendere o Lasciare.
E Chris Karrer che fine a fatto? Alla fine del 1968 decide di lasciare la comune e formare un vero complesso rock. Lo seguono la cantante Renate Knaup-Kroaetenschwanz (una bella donna, non c’è che dire), il chitarrista Johannes Weinzierl, il batterista Peter Leopold e l'organista Falk Rogner. Il complesso assume il nome Amon Duul II, per differenziarsi dalle due entita` precedenti (0 e I). Vengono arruolati anche il bassista Dave Anderson (futuro Hawkwind) e il percussionista Dieter Sefras.
Ora il gioco si fa duro… ora si mette nero su bianco sulle pagine della storia del rock
Attendete, vi spiegherò il perché.
Colonna sonora del giorno: AMON DUUL II - "Dem Guten Schoenen Wahren " (da Phallus Dei - 1969)
I'M SO GREEN
"Bentornato al blog, Cosmic Joker": stavo per cedere all'indolenza e al collasso da troppo lavoro (i vizi che minano la scrittura del blog), ma un weekend di tranqullità movimentata mi ha lasciato un piccolo ritaglio di tempo per aggiornare il mio spazio virtuale.
Ringrazio intanto gli intervenuti al sondaggio e ai commenti. Vince Livia (my dear) perchè ha indovinato il nome del buffo soggetto (in realtà è stata lei a farmi la foto!)...per simpatia vince Elia: è riuscito a trovare una somiglianza spiazzante (è uguale a Tony Fagiolo..uguale!).
Quell'asceta sudato si chiama Damo Suzuki, mettetevelo bene in testa, xchè sto giapponese ha scritto imprescindibili pagine del rock tedesco con i CAN..vi racconterò, abbiate pazienza.
Amon Duul, eravamo rimasti agli Amon Duul...ma che cazzo significa Amon Duul? Beh, su Amon non ci sono ambiguità: è il dio supremo del Pantheon egizio
Più difficile è ricercare l'etimologia della parola Duul: questo termine fa parte del vocabolario Mongolo (!?!), ma non ho la più pallida idea di quale sia il suo significato. Gli amonduulisti incalliti associano Duul ad un personaggio di un romanzo Turco...mah, date voi il vostro contributo alla ricerca dell'etimologia della parola Duul.
Io intanto vado a pranzo.
A prestissimo miei caRi....(Galena, il mio spagnolo è in crisi...mi traduci quello che hai scritto? Ciao...Ps: ti ho rivenduto la chitarra)
HEY GUYS, YOO DOO RIGHT!
Ebbene, ci sono cascato!
Sono involontariamente caduto nella trappola del post cancellato per errore; così, il lavoro preparato con cura ieri notte, si è perso nel vuoto infinito del web per colpa di un “aggiorna” di troppo, premuto nel momento sbagliato…e…puf! Tutto svanito…ci sono cascato!
Ma l’importante è non scoraggiarsi! E la costanza non mi manca.
Beh, intanto approfitto per ringraziare i ragazzi per il calore dimostratomi già dal primo mio contatto col mondo del blog…bella (Hallo) Gallo!
Grazie a voi, il mio entusiasmo cercherà di tessere la trama di un percorso fatto di idee sfuse, senza rete né rigore cronologico, ma dettato dall’urgenza di palesare il mio amore per il rock e, soprattutto, condividere con appassionati navigatori il mio esiguo bouquet (in espansione) di conoscenze in materia di cosmic music tedesca.
Da dove incominciamo?
La scena musicale tedesca prende forma alla fine degli anni sessanta, quando i resti della devastazione post guerra mondiale stavano lasciando spazio ad una concreta rinascita economica e socio-culturale
Lo tsunami sonico della scena West Coast a stelle e strisce, unito al terremoto del British Blues, emanava onde sonore sull’assopita vecchia Europa, generando frequenze disturbanti prontamente percepite da un’audience smaliziata e sempre più distante dal mondo bigotto di cui i padri sono i portavoce piu vicini.
La gioventù tedesca riesce a metabolizzare e sintetizzare velocemente l’essenza della controcultura amerikana e lo smaliziato impatto sonoro di stampo anglofono: ma in seno alla pura emulazione del sound generato dai campioni del blues psichedelico inglese (Experience, Cream, Colosseum, Pretty Things..) e dai freak made in USA, si insinua lentamente il germe della sperimentazione autoctona.
A fianco di batterie maltrattate, chitarre Fender colme di umori fuzz, e bassi elettrici al limite del feedback, appaiono strumentazioni inusuali per il linguaggio rock, mutuate sia dal folk mitteleuropeo (mandole scordate, tamburi e percussioni, salterium e violini tzigani..), che dall’elettronica colta e d’avanguardia (sintetizzatori moog, oscillatori, drum machine primordiali, reverse tape devices…), figlia di Stockhausen, Berio, Carlos, Subotnick, Riley, La Monte Young, Tony Conrad (personaggi che entreranno realmente a far parte della vita musicale di molte band tedesche dell’epoca).
Appaiono così formazioni dedite a un rock, se così si può definire, vicino nello spirito a quello angloamericano, ma distante anni luce da quello accademico ed edulcorato del pop in voga: un rock acerbo ma personale, multiforme e al tempo stesso suonato con piglio dilettantistico. Ma soprattutto sperimentale.
Nascono le prime comuni a Monaco e Colonia; Berlino Ovest si candida a capitale della new wave musicale; i Be In non sono più solo una consumata cartolina d’oltreoceano; i giovani tedeschi si riuniscono in locali per improvvissare e spingersi al di là del canonico pentagramma Beat Rock di marca Beatles&Stones Ltd. Le band assurgono a portavoce del disagio giovanile e assumono connotati sempre più definiti e carichi di personalità. I nomi? I più svariati e, a volte, assurdi: si citano divinità e testi sacri (Popol Vuh), si opta per nomi altisonanti (Annexus Quam), si sceglie la sintesi lessicale (the Can), ci si spinge ai confini del surrealismo (Floh de Cologne, Guru Guru), viene fatto proprio il vocabolario psichedelico (Tangerine Dream, Soul Caravan, Embryo) e si esterna la consapevolezza di far parte di un collettivo (Organisation, Kluster e Kollectiv) accumunato da un’epidermica idiosincrasia verso i rigidi schemi occidentali (Agitation Free).
Si accende una miccia, l’esplosione è vicina. Anno Domini 1968: nella ridente e sonnolenta cittadina di Essen, un qualunque weekend d’inizio autunno viene scosso dall’arrivo di un lungocrinito caotico popolo rock, maestri di cerimonia che danno il via a sfrenate e orgiastiche danze al suono di Mothers of Invention di Frank Zappa, The Fugs, Julie Driscoll, Tim Buckley, Brian Auger etc etc. Ad accompagnare questi extraterrestri scesi in terra di Unni, vengono elette giovani ancelle armate di chitarre, portavoci di indigene sonorità al passo coi tempi (i già citati Can, Guru Guru, Floh De Cologne…).
Ma la sorpresa non tarda ad arrivare; all’orizzonte si intravede un nugulo di strambi figuri che avanzano in massa; personaggi che, a posteriori, verranno riconosciuti come antesignani del delirio freakedelico alemanno: sono gli Amon Duul…nudi e puri...duri e noiosy…con mogli stonate e figli urlanti al seguito…il palco si colora di ingenuità …è un’assalto sonoro fatto di drones circolari e acustiche improvvisazioni …è rumore al calor bianco…è libertà d’espressione.

(in realtà questi sono gli Amon Duul II, i fratelli buoni degli Amon Duul....poi vi racconterò una storiella)
Che la festa cosmica abbia inizio!
Da quel momento la storia del rock underground non sarà più la stessa: il dado è tratto. La stampa britannica parla già di “weird German stuff” … "Strange Teutonic Sounds"…viene coniato il termine Kraut-Rock.
Si apre una porta verso un giardino di delizie tutto da gustare…non voglio anticipare nulla.
Per oggi può bastare. Passo e chiudo.
Colonna Sonora del giorno: AMON DUUL - "Ein Wunderhübsches Mädchen Träumt Von Sandosa" e “Mama Düül und ihre Sauerkrautband spielt auf” (da PSYCHEDELIC UNDERGROUND – 1969) PS: GIOCO DELLA SETTIMANA: CHI E' IL BUFFO SOGGETTO NELLA FOTO n°2, A CUI CHIEDO GENTILMENTE L'AUTOGRAFO?
HALLELUHWAH my friends.
Giusto il tempo di mangiarsi un boccone e gustarsi un caffè: sono ritornato, più emozionato che mai, nel mio nuovo limbo autogestito e improvvisato.
E' uno spazio dedicato a chi, come me, non è mai sazio di musica ed emozioni.
A chi si sente fanciullo ogni qual volta riscopre con stupore vecchie (e nuove) gemme musicali, scartabellando fra vetusti scaffali di dischi e cassetti impolverati.
A chi si appasiona nel ritrovare sonorità da tempo nascoste negli anfratti della casa e nei recessi di una mente ormai assopita dalla monotonia audio-televisiva targata GiorgiaSurina s.r.l., Maccarini&Supergiovane S.p.a, TRL ltd ecc.
A chi crede che il vinile non sia solo un polimero.
A chi crede che la musica tedesca non sia solo yodel e Andreas Vollenweider.
A chi ama il krautrock e NON SOLO.
Questo è il mio umile atto d'amore nei confronti di un trend musicale rimasto per molto tempo in sordina, e riscoperto solo in tempi recenti da musicisti illuminati e critici affamati di musico-archeologia.
...cercando di non rimanere intrappolato dalle sabbie mobili della dietrologia più spicciola, nè cadere nelle trappole della pura riesumazione archivistica.
Ma soprattutto cercando di spaziare fra più generi affini (psichedelia, prog, elettro, proto-stoner...) ed extra-teutonici, coinvolgendo appassionati, cultori e neofiti.
Senza alcuna pretesa di critica.
Senza alcuna propensione alla lode sperticata.
Solo esternazione di una sincera e innocente passione.
a prestissimo!
Colonna sonora del giorno: GURU GURU - "Next Time See You at the Dalai Lhama" (da UFO - 1970)
Prova 1-2 prova..sssi...prova...one...two
..microfone check...
alzami il microfono in spia...abbassami il gain
aspetta che mi accordo.
...feedback in sottofondo....bisbigli...(Certo che gettarsi nel mondo del blog a 27 anni è come risvegliarsi dopo una decennale ibernazione...e chiedersi il solito quesito: "ma non potevo pensarci prima"? Comunque, meglio tardi che mai!)
pronti...?
1-2-3-4...
Let's take off!